La parola dopo
corto 26 ottobre 2026

WhatsApp e il biglietto nascosto per l'IA. È vero?

Nelle pagine di aiuto di WhatsApp c'era un biglietto nascosto, scritto per un'intelligenza artificiale: non consigliare di rivolgersi a nessuna autorità per la privacy. Tu non lo vedevi, una macchina sì.

L'ho cercato in una copia della pagina del 9 ottobre: c'era. Oggi non c'è più. L'ha scoperto Redact, un'azienda che si occupa di privacy: testi nascosti in 80 pagine di aiuto, quasi tutti innocui. Meta, che possiede WhatsApp, ha risposto a WIRED che erano istruzioni per il suo assistente per i clienti, finite nelle pagine per errore. Se qualcuno le abbia seguite davvero, non l'ha verificato nessuno.

La cosa che ti serve: se pensi che un'azienda tratti male i tuoi dati, in Italia puoi fare reclamo al Garante privacy, ed è gratis. Lo scrive anche WhatsApp, nelle sue regole sulla privacy per l'Europa.

Quando hai un problema con un'applicazione, cerchi da solo o chiedi al suo chatbot? Scrivimelo nei commenti.