La parola dopo
Guida · Sicurezza e truffe

Come riconoscere una truffa con la voce clonata, e la parola d'ordine in famiglia

In breve

Se al telefono un parente in difficoltà ti chiede soldi o codici con urgenza, riattacca e richiamalo tu, al numero che hai in rubrica. La voce si può copiare con l'IA, quindi non basta riconoscerla. Una parola d'ordine decisa prima, a voce, in famiglia, aiuta a togliere il dubbio.

Prima di cominciare

La truffa è vecchia: una telefonata, un figlio o un nipote «nei guai», un incidente, un ospedale, un avvocato. Serve subito una somma, oppure un codice arrivato sul telefono. La Polizia di Stato la chiama la truffa del finto incidente, e ricorda che funziona perché la notizia ti scuote: con la paura addosso non si ragiona.

Quello che cambia è la voce. Con l'intelligenza artificiale si può copiare la voce di una persona e farle dire qualunque cosa. È un deepfake fatto di solo audio. Il Commissariato di PS online mette gli audio che imitano la voce dei familiari fra le truffe che usano l'IA. Secondo la Federal Trade Commission, l'ente americano che protegge i consumatori, al truffatore basta una breve registrazione della voce, presa per esempio da contenuti pubblicati online.

Quindi la regola cambia: riconoscere la voce non basta più. Quello che conta è come verifichi chi c'è dall'altra parte.

I passi

  1. Riconosci i segnali. Fretta («subito, non c'è tempo»), un'emergenza che fa paura, una richiesta di soldi, gioielli o codici, l'invito a non dirlo a nessuno. La linea spesso è disturbata: la Polizia di Stato lo descrive proprio così. A volte al telefono c'è un finto avvocato o un finto agente che «passa» il parente per pochi secondi.
  2. Non fidarti del numero che vedi. Secondo la Banca d'Italia, chi truffa può camuffare il numero, che quindi non garantisce chi sta chiamando.
  3. Riattacca e richiama tu. Chiama il parente al numero che hai già in rubrica, non a quello che ti hanno dato. Se non risponde, chiama un altro familiare o un amico. Se puoi, richiama da un altro telefono.
  4. Fai la domanda che solo lui sa. Se resti al telefono, chiedi qualcosa che non si trova sui social: il nome del primo maestro, cosa avete mangiato all'ultimo pranzo insieme. Chi truffa svia o si arrabbia.
  5. Chiedi la parola d'ordine. Se in famiglia ne avete scelta una, chiedila. Chi non la sa, trattalo come uno sconosciuto: riattacca e richiama. L'FBI consiglia proprio questo: una parola o una frase segreta in famiglia per riconoscersi.
  6. Mai soldi o codici sotto pressione. Nessun codice arrivato per SMS, nessun bonifico, nessuna busta da consegnare a chi passa a ritirarla. La Banca d'Italia ricorda che la banca non ti chiederà mai al telefono i dati che usi per l'home banking o i pagamenti.
  7. Nel dubbio, chiama il 112 o il 113. È il consiglio della Polizia di Stato quando una telefonata non ti convince.

Il prompt da copiare

Un chatbot può aiutarti a preparare il discorso da fare in famiglia e a capire come scegliere una buona parola d'ordine. Oppure può fare la parte del truffatore, così ti alleni. Riempi le parti fra parentesi quadre.

Voglio proteggere la mia famiglia dalle truffe al telefono con la voce clonata dall'IA (qualcuno che finge di essere un parente in difficoltà e chiede soldi o codici).

La mia famiglia: [chi sono, per esempio: mia madre di 78 anni che non usa i social, mio figlio di 16 anni, mio fratello che vive all'estero].

Aiutami a fare tre cose:
1. Scrivimi un breve discorso, semplice e senza allarmismo, per spiegare a loro il problema e proporre una parola d'ordine di famiglia. Adattalo a ciascuno.
2. Dammi le regole per scegliere una buona parola d'ordine: facile da ricordare per tutti, impossibile da indovinare guardando i nostri social. Niente date di nascita, nomi di animali, squadre, vie o cose che si trovano online. Dammi cinque esempi di tipi di parola, non la parola: quella la scelgo io, fuori da questa chat.
3. Spiegami cosa fare se qualcuno sbaglia la parola, o se un parente in difficoltà vera non se la ricorda.

Poi, se te lo chiedo, facciamo una prova: tu fai la parte del truffatore che telefona fingendosi [chi, per esempio: mio figlio dopo un incidente], con fretta e pressione. Io rispondo. Alla fine dimmi dove ho fatto bene e dove avrei potuto cadere.

L'ultima parte è un allenamento: provare una volta, con calma, aiuta a non farsi prendere dal panico quando la telefonata arriva davvero.

Un esempio

La telefonata: squilla il telefono, numero sconosciuto. «Mamma, sono io, ho fatto un incidente, mi hanno preso il telefono. Ti passo l'avvocato, fai presto.» La voce sembra proprio la sua. L'«avvocato» chiede contanti per evitare l'arresto e dice che manda qualcuno a ritirarli.

Come va a finire bene: la mamma dice «Ti richiamo io», riattacca e chiama il figlio al numero in rubrica. Il figlio risponde dal lavoro: non è successo niente. Se non avesse risposto, lei avrebbe chiamato la nuora, e poi il 112. E se fosse rimasta in linea, avrebbe chiesto la parola d'ordine.

Cosa controllare

  • Che tutti sappiano le tre regole. Riattacca e richiama, chiedi la parola, mai soldi o codici sotto pressione. Soprattutto chi è più esposto: i nonni, ma anche i ragazzi.
  • Che la parola d'ordine non stia scritta da nessuna parte online. Non nel gruppo di famiglia, non nelle note del telefono condivise, non in una chat con un chatbot. Si dice a voce, di persona o in una telefonata che hai fatto tu.
  • Che non si trovi sui social. Il nome del cane, la squadra del cuore, la città delle vacanze: se l'hai mai pubblicato, non va bene.
  • Che sia facile da ricordare per tutti. Una parola che nessuno ricorda al momento giusto non serve. Meglio una cosa buffa o un ricordo di famiglia.
  • Cosa hai pubblicato con la tua voce. Non serve sparire dai social, ma sapere che un video pubblico con la tua voce può essere usato aiuta a scegliere chi lo può vedere.

Se non funziona

  • Hai consegnato contanti o gioielli a chi è passato a ritirarli. Chiama subito il 112: si possono ancora fermare.
  • Hai fatto un bonifico o dato dei codici. Chiama subito la tua banca al numero ufficiale (dal sito, dall'applicazione o dal retro della carta) e segnala l'operazione. La Banca d'Italia indica proprio questo come primo passo.
  • Poi fai denuncia. In un ufficio della Polizia di Stato o dei Carabinieri, il prima possibile. Porta quello che hai: l'ora e il numero della chiamata, gli SMS, le ricevute, l'IBAN a cui hai mandato i soldi. La Polizia di Stato raccomanda di denunciare subito, perché chi indaga possa muoversi in fretta. Puoi anche segnalare la truffa alla Polizia postale, sul sito del Commissariato di PS online.
  • Un parente non vuole la parola d'ordine («tanto io la riconosco la voce»). Non insistere sulla tecnologia: basta la regola del «riattacco e ti richiamo». Funziona anche senza parola.
  • La parola d'ordine è uscita (l'avete scritta in chat, qualcuno l'ha detta in giro). Cambiatela, sempre a voce.
  • Il truffatore conosce dettagli veri (nomi, la scuola, il lavoro). Non vuol dire che sia lui: tante informazioni si trovano online. Richiama comunque.

Domande frequenti

Come fanno ad avere la voce di mio figlio?

Secondo la Federal Trade Commission basta una breve registrazione, presa per esempio da contenuti pubblicati online. Un video sui social con la sua voce può bastare. Non serve che qualcuno gli abbia rubato il telefono.

Se rispondo a una chiamata sconosciuta, mi rubano la voce?

Anche se qualcuno registra qualche tua parola, la difesa vera è la verifica: qualunque voce senti, se chiede soldi o codici con fretta, riattacchi e richiami.

Non posso capirlo dalla voce, se è finta?

A volte la voce clonata può sembrare un po' strana, ma spesso non si nota, o la linea è «disturbata» apposta. Ma può anche sembrare perfetta. Non affidarti all'orecchio: affidati al richiamare.

La banca o la polizia possono chiedermi soldi o codici al telefono?

La Banca d'Italia dice che la banca non ti chiederà mai al telefono i dati che usi per l'home banking e i pagamenti. E la Polizia di Stato, a proposito della truffa del finto incidente, scrive che chi chiede soldi per risolvere il problema sta truffando.

Dove la scrivo, la parola d'ordine?

Da nessuna parte online. Se la vuoi scrivere, scrivila a mano su un foglio che resta a casa. Nel gruppo di famiglia si manda solo la proposta di sceglierne una, mai la parola.

Da dove viene

Guida controllata il 24 ottobre 2026. Versione in testo semplice