La parola dopo
Guida · Da qui si parte

Come scrivere un buon prompt, con qualunque chatbot

In breve

Un buon prompt dice al chatbot quattro cose: cosa vuoi, per chi è, cosa deve sapere e che forma deve avere la risposta. Se la prima risposta non va, non ricominci da capo: gli dici cosa cambiare.

Prima di cominciare

Il prompt è il messaggio che scrivi al chatbot. Questa guida vale per tutti, gratis o a pagamento: cambiano i pulsanti e i nomi, non il modo di chiedere.

La regola che sta sotto tutto il resto: il chatbot sa solo quello che gli scrivi. Non conosce la tua situazione, il tuo capo o la tua bolletta. Quello che non dici, lo lascia generico o se lo inventa.

I passi

  1. Di' cosa vuoi, con un verbo. «Scrivi», «riassumi», «spiega», «correggi», «fammi una lista». «Aiutami con una mail» è vago; «scrivi una mail per…» no.
  2. Di' per chi è e a cosa serve. Lo stesso testo cambia se lo legge il tuo capo, tua nonna o l'ufficio del Comune.
  3. Dagli quello che sai solo tu. I fatti, i nomi, le date, le cifre. Se c'è un testo da correggere o da riassumere, incollalo per intero.
  4. Di' che forma vuoi. Quanto lungo, con che tono, in elenco o in un paragrafo, quante proposte.
  5. Leggi e correggi parlando. Se la risposta non va, non riscrivere tutto: di' cosa cambiare. «Più corto», «meno formale», «togli il secondo paragrafo».

Il prompt da copiare

Riempi le parti fra parentesi quadre e cancella quelle che non ti servono.

Voglio che tu [cosa deve fare: scrivi, riassumi, spiega, correggi].
È per [chi lo leggerà] e mi serve per [a cosa serve].

Ecco quello che devi sapere:
[i fatti, i nomi, le date, oppure il testo incollato]

Come lo voglio: [quanto lungo], con un tono [cordiale / formale / semplice], [in elenco / in un paragrafo].

Se ti manca un'informazione per farlo bene, chiedimela prima di cominciare.

L'ultima riga è la più utile: invece di riempire i buchi da solo, il chatbot ti fa le domande che servono.

Un esempio

Prima: «Scrivimi una mail per il padrone di casa.» Il chatbot risponde con una mail che va bene per tutti e quindi per nessuno.

Dopo: «Scrivi una mail al padrone di casa per chiedergli di far riparare la caldaia, che non funziona da lunedì. Siamo in buoni rapporti: tono cordiale ma deciso. Massimo dieci righe. Chiedigli di rispondere entro la settimana.»

Il secondo prompt ha tutte e quattro le cose: cosa fare, per chi, i fatti e la forma.

Cosa controllare

  • I fatti. Nomi, date, cifre e leggi vanno ricontrollati: un chatbot può sbagliarli con la stessa sicurezza con cui dice le cose giuste. Si chiama allucinazione.
  • Che abbia fatto quello che hai chiesto. La lunghezza, il tono, tutti i punti che volevi.
  • Che non abbia aggiunto cose a nome tuo. Una promessa, una scusa, un dettaglio che non hai mai detto.
  • Cosa gli hai dato. Mai password, codici, numeri di carta. Prima di incollare un documento, togli quello che non serve.

Se non funziona

  • La risposta è generica. Mancano informazioni. Aggiungile, oppure chiedi: «Cosa ti serve sapere per farlo meglio?»
  • È troppo lunga. Dai un numero: «in cinque righe», «tre punti al massimo».
  • Ha capito un'altra cosa. Riformula, e aggiungi un esempio di come lo vorresti.
  • Dopo tanti messaggi si è perso. Apri una chat nuova e incolla il prompt completo, con le correzioni già dentro. In una chat molto lunga il chatbot può perdere di vista le cose dette all'inizio: è il limite del contesto.

Domande frequenti

Devo scrivere in inglese?

No. I chatbot più usati capiscono e scrivono bene l'italiano. Scrivi nella lingua in cui vuoi la risposta.

Serve scrivere «per favore»?

Male non fa, ma non è quello che fa la differenza: conta molto di più quanto sei chiaro. Scrivi come ti viene naturale.

Esiste il prompt perfetto da copiare?

No. Il prompt migliore è quello che contiene le tue informazioni. I «prompt magici» che girano in rete funzionano solo se li completi con la tua situazione.

Un prompt lungo è meglio di uno corto?

Lungo quanto serve. Una domanda semplice va bene in una riga. Un lavoro vero, come una lettera o un riassunto, vuole i fatti e la forma. Le parole di riempimento non aiutano.

Da dove viene

Questa guida mette insieme i consigli delle guide ufficiali di chi fa i chatbot: Anthropic, OpenAI e Google. Sono scritte per i programmatori, ma il succo vale per tutti, e lo dicono tutte e tre: essere chiari e precisi, dare il contesto, dire che forma si vuole, correggere un passo alla volta.

Guida controllata il 23 ottobre 2026. Versione in testo semplice

Le parole di questa guida

Altre guide

← Tutte le guide